F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





<        1 9 5 0        1 9 5 1        1 9 5 2        1 9 5 3        1 9 5 4       1 9 5 5        1 9 5 6        1 9 5 7        1 9 5 8        1 9 5 9        >

 

●●● ½





CONGIURA DEGLI INNOCENTI
IL BIDONE
LILLI E IL VAGABONDO
CACCIA AL LADRO
LA MORTE CORRE SUL FIUME
IL BACIO DELL'ASSASSINO
IL FERROVIERE
LA VALLE DELL'EDEN
GIOVENTù BRUCIATA

*

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"il 'Fracchia' di Villaggio nasce senz'altro da una costola di questo Sordi d'annata"

 

 

Difficile definire "un eroe" un personaggetto vile e pavido, che riesce tuttavia a cacciarsi nei guai da solo... "Un eroe dei nostri tempi" contiene, in embrione, il personaggio di Giandomenico Fracchia, dalla cui costola sarebbe poi nato il  FANTOZZI  che tutti conoscono. Il personaggio di Alberto Menichetti, interpretato da un Alberto Sordi molto motivato, pare davvero la quintessenza fantozziana: è un pavido, servile ai limiti della piaggeria nei confronti del capoufficio (cui presta il volto il regista Alberto Lattuada) segretamente innamorato della panettiera di Giovanna Ralli (che però è fidanzata con un marcantonio che sfido chiunque a riconoscere in Carlo "Bud Spencer" Pedersoli) e sbruffone perditempo con due amici che non gli sono poi tanto amici (Mario Carotenuto e Leopoldo Trieste) con i quali andrà addirittura a puttane (oddio, cercavano inizialmente le ballerine di rivista straniere) decidendo tra loro chi dovrebbe poi pagarle esattamente come avverrà nel film di Luciano Salce sul personaggio elaborato da Villaggio. Più degli slapstik tipici del mattatore nell'anno del suo lancio (14 i film da lui interpretati nello stesso anno!) e dei tormentoni (con Tina Pica: "hai avuto tu quest'idea?" "sì!") è nel tratteggio fine della figura che si fa critica dell'italianità media, ieri com'è oggi sempre attualissima. Non è un caso che il film sia stato selezionato tra i "100 film italiani da salvare". "Menichetti" si incasina con le proprie mani, giungendo sulla soglia del carcere, non foss'altro per la figura di una Franca Valeri che ancora gli fa da spalla in maniera davvero complentare. Paradossalmente proprio quest'ultima viene descritta come una vedova "sospetta mantide", rappresentando sulla carta uno spunto per gli autori de  IL VEDOVO  che avrà a venire. Da non tralasciare è che la sceneggiatura porta la firma di Rodolfo Sonego in collaborazione con Mario Monicelli che dirige pure. [FB]

 

DI M. MONICELLI, CON A. SORDI, F. VALERI, M. CAROTENUTO, COMMEDIA, ITALIA, 1955, 85', 1.33:1