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T R A I L E R

   
 

"strepitoso western crepuscolare, con un finale horror"

 

 

Delle meretrici che lavorano nel saloon di una piccola cittadina sprofondata nel fango, fanno una colletta mettendo una taglia su due vaccari che, ubriachi, avevano sfigurato senza motivo una di loro. L'eco della taglia giunge sino ad un ex bandito, redento dalla moglie scomparsa e da allora dedito alla famiglia. Sfortunatamente lo sceriffo locale è poco disposto a riportare il posto all'ormai tramontato Far West... Strepitoso western crepuscolare firmato da Clint Eastwood: pellicola per mezzo della quale l'attore si confermò anche come regista di primissimo ordine nel firmamento hollywoodiano, che gli avrebbe consegnato quattro premi Oscar, compreso quello per il "miglior film". Clint dimostra forse per la prima volta una sensibilità davvero poco comune, mettendo in scena "lo spettacolo della morte" senza ipocrisie, in tutta la sua tragicità. Richiama in servizio un'icona vivente come Richard Harris, e affida il ruolo dello sceriffo inflessibile, disposto a tutto pur di preservare la "tranquillità" della piccola comunità di cui è il tutore, a un convincente Gene Hackman, e -di rincalzo- il buon Morgan Freeman. La fotografia e il taglio panoramico delle inquadrature disegnano scenari di una bellezza incredibile, e le note di una chitarra disegnano una melodia semplice ma funzionale. Tutto il film è costruito sul personaggio di "William Mummy" e sulla sua presunta ferocia assopita. Sotto questo aspetto il finale incarna il fulcro di tutta l'opera [EVIDENZIA LO SPOILER] quando il protagonista mostrerà il vero volto ("William Munny era un demonio") in una scena girata con autentica maestria (Leone e Siegel, dall'alto, avranno guardato con ammirazione il loro allievo) allestita in un climax da autentico film horror. Volendo trovare un punto debole del film, potremmo arrischiare che i dialoghi non sono sempre all'altezza, ma è un difetto appena percettibile nel quadro d'insieme. [FB]

 

[UNFORGIVEN] di E CON C. EASTWOOD, G. HACKMAN, R. HARRIS, WESTERN, USA, 1992, 127', 2.35:1