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Draculia (sic) è un fiero condottiero che nell'anno 1000 spacca in due gli infedeli brandendo la croce di Cristo. Ma gli muore la donna e allora perde la ragione, e inizia a bere... "Dracula" di Francis Ford Coppola è un film clamorosamente sbagliato e oscenamente barocco. E' sbagliato anzitutto perché di un ennesimo rifacimento del personaggio inventato da Bram Stoker non se ne sentiva affatto la mancanza: le peggiori scempiaggini in campo horror risalgono al periodo (Kenneth Branagh e de Niro con un "Frankenstein" che sembrava parodiare il film di Mel Brooks più che remakare quello di Whale del '31). Gli attori sono tutti spaesati: dalla insipida Winona Rider, al totalmente-fuori-parte Keanu Reeves, all'Anthony Hopkins fresco di oscar (il suo Van Helsing ritratto come un ubriaco infervorato è penoso e Peter Cushing gliene chiederà conto, al primo squillo di trombe, nel giorno del giudizio). Patetici i personaggi di contorno (su tutti: il devoto servo che si ciba di lombrichi: Tom Waits, non me lo dovevi fare!). L'unico che si merita il cestino è Gary Oldman che ritrae in modo decoroso il tormentato conte... sorvolando su quella bombetta e quegli occhialini "fashion" che lo rendono un grottesco incrocio tra Zucchero e Cammariere. I dialoghi sembrano tratti dal bignami del perfetto romanzo harmony e sicuro avranno fatto felici stuoli di leggiadre fanciulle appassionate. Gli unici lazzi contornati dai "se tu mi amassi" sono riassumibili nel sublime: "ecco le puttane di Satana!", biascicato dall'alticcio Hopkins. Nel "Dracula" di Francis Ford Coppola le luci sono colorate come in un presepe e i campi lunghi sono fatti con modellini del presepe: quelli col muschio, i pastori, le pecorelle, le stelle di carta appese collo spago e i laghetti di stagnola. Più che un film pallosissimo è una specie di mega-spottone del ministero della salute mondiale sui pericoli dell'AIDS, mascherato da kolossal. Evitabile. [FB]

 

[ID] di F. F. COPPOLA, CON K. REEVES, W. RYDER E G. OLDMAN, HORROR, USA, 1992, 128', 1.85:1, VOTO: 5