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"regia anonima, luci al neon, trama inconsistente, la Foster che pare Elija Wood..."

 

 

Prossimo futuro, in piena guerra dell'acqua, a Los Angeles, dei criminale che hanno appena rapinato i clienti di una banca intenti a prelevare dai caveau le ricchezze dei propri padroni, dopo un conflitto a fuoco riparano presso quello che era un hotel, ma che ora adibito a clinica abusiva per porre rimedio, dietro compenso... Jodie Foster appare parecchio inveccchiata, anzi proprio imbruttita (sembra Elija Wood, uguale!) ma a quanto pare continua ad essere attratta dalla cosiddetta "fantascienza distopica". Ma c' anche il trauma alle spalle (bastaaaa!!!!). "Hotel Artemis" appartiene solo sulla carta alla categoria, ma si pone pi come un noir poliesco, quasi un "polar" francese, limitando la fantascienza tout-court ad alcuni droni volanti e missili terra aria, parti di un clima da guerra civile in atto che fa da sfondo all'azione al pi ambientata netro i muri dell'hotel-ospedale. La protagonista, pure soggetta a crisi di panico, protetta solo da una specie di bodyguard alta come una montagna, che di nome fa appunto "Everest" (Dave Bautista). Due palle tremende: a parte l'odio che coltivo a prescindere verso i film con le ambientazioni troppo buie, che finiscono per far registrare dall'occhio umano il bianco degli occhi, e poco altro, per il resto si vorrebbe fare Tarantino (see) e si inzeppa i dialoghi di volgarit gratuite. Una merda. E questo secondo il Frusciante, sarebbe uno dei film dell'anno? Ma va a caghr. A quanto pare la banda ha preso senza saperlo "i canarini della Yakuzia" (SIC) ovvero alcuni diamanti nascosti in una stilografica, e pagheranno cara questa imperdonabile leggerezza. E ho detto tutto. Dimenticavo, si cita inopinatamente il capolavoro di De Palma. Poi arriva Jeff Goldburn che personalmente non riesco pi a tollerare dopo aver saputo che era stato lui ad opporsi all'Oscar per il lynchiano Farnsworth. Regia anonima, luci al neon, trama del tutto inconsistente. [FB]

 

[ID] DI ?, Con J. FOSTER, D. BAUTISTA, J. GOLDBURN, AZIONE, USA, 2019, 94', 2.35:1