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FRENZY

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"il regista rompe due suoi tabù e condisce la storia con un bel po' di humor nero"

 

 

Londra. Dal bar dove lavorava, un uomo è licenziato e si ritrova primo dei sospettati da Scotland Yard riguardo il cosiddetto "assassino della cravatta", un maniaco sessuale che strangola donne "in carne". L'ex moglie, proprietaria di un'agenzia matrimoniale, è infatti l'ultima vittima e per una sfortunata coincidenza l'uomo è notato sul luogo del crimine dalla di lei segretaria. Datosi alla latitanza, progetta di cambiare aria... Già i titoli di testa ci fanno capire come "Frenzy" oltre che segnare il ritorno in madrepatria sia in fondo un accorato omaggio alla città natale dell'autore, alla quale accediamo direttamente dal Tamigi, sotto al London Bridge attraverso un piano sequenza impossibile e perciò girato giocoforza in due tempi. Hitchcock rompe qui due suoi tabù: il nudo (tutto fuorché piacevole a vedersi) e l'uso sfacciatamente ruffiano dell'attore piacione se non proprio avvenente. Assistiamo perciò a una parata di facce per lo più buffe (l'amichetta del protagonista è addirittura brutta forte) e oltre la fisiognomica i personaggi fanno davvero tutto per risultare antipatici (il baffuto protagonista è un astioso frustrato e alcolista). Il maestro della suspense cita il suo  NODO ALLA GOLA  che apriva proprio su una corda stretta al collo. Certo, confrontato con i grandi lavori degli anni 50/60, quest'ultimo titolo non può che sfigurare ad un impietoso confronto, ma preso in sé è un thriller di tutto rispetto che non risente neanche del fatto che l'identità dello psicopatico sia resa nota già alla prima mezz'ora. Potremo quasi dire che se non fosse firmato da Hitch, sarebbe anche giudicato meglio. Condito di ironia (i duetti dell'ispettore negli orribili pranzetti confezionati dalla consorte) e un bel po' di humor nero, il penultimo film di sir Alfred si ricorda poi per il maestoso carrello all'indietro, per la "lotta" con il rigor mortis del cadavere in mezzo ai tuberi e per un finale coinciso ma allo stesso tempo efficace. [FB]

 

[ID] di A. HITCHCOCK, CON J. FINCH E B. FOSTER, A. MCCOWEN, A. MASSEY, THRILLER, UK, 1972, 116', 1.85:1