F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





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COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"Thor 'd'autore', Thor 'dark', Thor 'buttiamola in caciara'!!!"

 

 

Odino tira le quoia e prova a succedergli la pecora nera. Thor e Loki, in un pianeta-arena, ci trovano Hulk... "Thor Ragnarok" è davvero una conclusione della storia di Asgard bizzarra. Dopo due film non esaltanti sul "Dio del Tuono", il primo  THOR  moderatamente più autoriale (se non altro per la firma di Branagh) e  THE DARK WORLD  virato più al fantasy ma non troppo dissimile nei risultati dal capostipite, il terzo tassello guarda in maniera sfacciata al "new style" cazzaro di James Gunn, andando al cuore degli anni '80 con citazioni, per lo più trash (seppur volute) che saccheggiano i vari flashgordon e darkstar della situazione. Ciò comporta necessariamente a snaturare il personaggio, nemmanco sforzandosi a giustificare in sceneggiatura il perché, non tanto il protagonista ma perfino una figura decisamente più seriosa (e rancorosa) come Loki diventi qui un guitto da osteria. Si sarebbe potuto proseguire con i personaggi in stato di brezza alcoolica come il finto-Odino del prologo. Hela-Kate Blanchett con quel look da "troia preistorica" (cit) in tuta latex dominatrix (che le evidenzia le voluttuose rotondità di milfona) col rimmel sfatto da "facial-abuse" è il piatto forte della pellicola, che fagocita. Per il resto, uno spettacolo con sequenze che ti lasciano con "la faccia un po' così", una raffica di battute e freddure (a scadere pure nel pecoreccio: "il martello ti tirava sù il COSO?") e i "Revencer" ("tu ti voi vendicare? anche tu ti vuoi vendicare, lui si vuole vendicare...") costituiti dallo "zio del tuono" (battuta del sempre insopportabile Goldburn) in taglio sbarazzino e privato del mjolnir, il fratellino, Hulk (ma perché lo fan parlare come un ritardato??)  un'ex-valchiria, una specie di ben grimm alieno, e vari freak in tenzone con la "dea della morte" senza generare pathos alcuno, al netto del nanosecondo in cui il gigante verde si scaglia con furore kirbiano sul mostrone. Doc Strange buttato lì a cazzo. [FB]

 

[ID] di T. WAITITI, con C. HEMSWORTH, C. BLANCHETT, T. HIDDLESTON, AZIONE, USA, 2017, 140', 2.35:1