F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





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THE BELKO EXPERIMENT
SPLIT
LA CURA DEL BENESSERE
THE AUTOPSY OF JANE DOE
GET OUT
THE EYES OF MY MOTHER
RAW

THE GIRL WITH ALL THE GIFTS
ALIEN COVENANT

MUSE
THE VOID
IL SIGNOR DIAVOLO
BREED

XX DONNE DA MORIRE
DEATH WISH

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"sapiente costruzione di una materia difficile, come lo la paranoia"

 

 

Il padre neurochirgo molto gioviale e logorroico, la madre una psicanalista e ipnotizzatrice per hobby: cos dice dei genitori la bella figlia che si appresta a presentare al suo fidanzato: un ventiseienne, nero. Giunto nella "tana del lupo", il Nostro, memore di Hepburn e Spencer Tracy si accorge che qualcosa non va... Non ci si crede che questo Jordan Peele sia un esordiente e che "Get Out" sia il suo primo film, tanto l'aspetto tecnico curato, ad alti livelli: fotografia, musica, giustificati ralenti, e tutto quello che oggi si usa spesso fare 'a la cazzo'. Dove per "Get Out" centra il bersaglio nella costruzione della storia che gestisce in maniera sapiente quella strana materia chiamata "paranoia", assente, forse a questi livelli, da Polanski e dal Frankenheimer della 'Trilogia'. Se i due neri impiegati nella bella dimora di famiglia, sembrano i pronipoti di "Mamy": sempre sorridenti ebeti e paciosi, si capisce che qualcosa in loro non va, cos come qualcosa stona nei 'wasp' ("sembra non abbiano mai visto un nero che non lavora per loro"). L'inquietudine del protagonista cresce e se alcune situazioni ironiche alleggeriscono il carico ("lo sai che i bianchi trasformano i neri in macchine del sesso?") la tensione sale in verticale. "Scappa!" l'imperativo che esplode letteralmente dalla bocca dell'accompagnatore della babbiona l con tutti gli altri convenuti per la sedicente "riunione annuale". Se un po' escatologica la trovata per giustificare lo smarcheramento [EVIDENZIA LO SPOILER] dell'adescatrice, la procedura "coagula" e "il mondo sommerso" sono neologismi che creano suggestioni che riportano alla mente ci che fece anni fa Richard Kelly, e la speranza che questo Peele non si perda anche lui. Ancor pi di   SOCIETY   sono gli zombi di Tourneur che echeggiano in chi guarda, in una pellicola che per 2/3 gestita in maniera impeccabile pur sfilacciandosi un po' in un finale multiplo. [FB]

 

[ID] di J. PEELE, con D. KALUUYA, A WILLIAMS, ,B. WHITFORD, K. KEENER, HORROR, USA, 2017, 104, 2.35:1