F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





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●●● ½

DUNKIRK
MADRE!
HAPPY END
LUCKY
MUDBOUND
THE POST
LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE

YOU WHERE REALLY HERE
THE KILLING OF A SACRED DEER

LA SCOPERTA
MONOLITH
LE NOSTRE ANIME DI NOTTE
I DON'T FEEL AT HOME...

FINO ALL'OSSO
L'INGANNO

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"la dimostrazione che anche un film italiano possa fruttare tantissimo con un minimo esborso"

 

 

Cambiando il programma, una giovane mamma fa rotta con il figlioletto verso Los Angeles attraveso una scorciatoia suggerita dal navigatore dell'ipertecnologica auto super blindata appena regalatale dal marito. Un inconveniente la chiude al di fuori di essa, impossibilitata ad estrarre il piccolo. Intorno: il deserto rovente... Conosco storie incredibili sui dirottamenti dei navigatori satellitari ad incauti automobilisti. Il nome dell'auto: "Lilith" la riallaccia ad illustri sorelle:  CHRISTINE  e    LA MACCHINA NERA   Ma questa volta, non c'è il Diavolo dietro, ma la "coscienza" tecnologica del computer di bordo di questo surrogato di "Kit" (ricordate "SuperCar?") che dopo aver consigliato una via alternativa (in verità non propriamente sicura, anche se sicuramente più breve) va in tilt dopo che questa accende una "innocua" sigaretta alla guida. Da un'idea semplice un bel film che ha tutti i crismi del film di genere indipendente americano, nonostante alla regia sieda un connazionale: tale Ivan Silvestrini Co-prodotto per "Sky" (INCREDIBILE) dalla Sergio Bonelli Editore, da un soggetto del dylandoghiano Roberto Recchioni. Viene anche in mente  CUJO  quanto durante la notte compare il cane selvatico attirato chiaramente dall'alce investito. Certo lo stile della messinscena non ha nulla di italiano (si direbbe: per fortuna) ma se il digitale utilizzato è di vecchio rango (quello usato per la prima volta da Mann) la mano dell'italiano si rivela sicura e precisa e la pellicola fa riflettere sulla tecnologia  e sul fatto che (Palaniuk docet) "le cose che possiedi, alla fine ti possiedono". Musiche funzionali, pertinente l'attrice Katrina Bowden, bel montaggio e riprese del deserto rosso tali da levare il fiato e un finale addirittura avvincente. Magro bottino a Bananas a fronte di un investimento (perfettament ottimizzato da quanto si vede) di 1 milione. Spero che si sia rifatto a livello internazionale, poiché "Monolith" merita! [FB]

 

di I. SILVESTRINI, con K. BOWDEN, DRAMMATICO, ITA/USA, 2017, 81', 2.35:1