F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





<        1 9 5 0        1 9 5 1        1 9 5 2        1 9 5 3        1 9 5 4       1 9 5 5        1 9 5 6        1 9 5 7        1 9 5 8        1 9 5 9        >

 

●● ½






GUARDIA E LADRI
LUCI DEL VARIETà
ALICE NEL PAESE DELLE...
LA REGINA DELL'AFRICA
BELLISSIMA
UN TRAM CHE SI CHIAMA...
MIRACOLO A MILANO


*

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"il sublime caos felliniano non è ancora del tutto controllato"

 

 

Dopo aver assistito, in sala alla rappresentazione di una compagnia di avanspettacolo, bella ragazza chiede di entrare a farne parte. Accettata con riserva, superando l'iniziale diffidenza, specie delle donne, si rivela però "il cannone" del gruppo, ritrovandosi in short a seguito di un imprevisto: prontamente gratificato dagli applausi in sala. Ma la sua avvenenza crea problemi, in particolare al capocomico che di lei si è invaghito... L'esordio alla regia di Federico Fellini vede "Luci del Varietà" un film co-diretto a quattro mani con Alberto Lattuada. Il soggetto era però del primo che qui pare abbia dato gran spazio al talentuoso amico Federico. Si tratta di un film molto caotico, dove il sublime caos non è ancora controllato o onirico come sarà in seguito. Ci troviamo Peppino de Filippo come capocomico, ma soprattutto Giulietta Masina (già gabbata dal profittatore di turno) oltre alla bella Carla del Poggio ("Liliana Antonelli") bellezza per nulla demodé, ancora attuale. Di contorno: molti volti poi solo "felliniani" che rivedremo nei successivi lavoro del geniale cineasta. C'è poi anche una Franca Valeri nel ruolo congegnale di "Signorina Snob" e nel ruolo di "Adelmo Conti": Folco Quirici in un ruolo appena leggermente distante dal proletario metalmeccanico de  I COMPAGNI  La compagnia ricorda e non poco quella di "Fortunella", diretto -guarda caso- dal fratello di Peppino, Eduardo. Chiaro-scuri, tipici della futura produzione, già presenti, ma manca ancora quel tessuto connettivo che Fellini farà proprio dal registro fantastico, onirico, trasfigurato. La musica è del fratello del regista, Felice Lattuada, compositore classico che scrive una frizzante partitura (gran bel pezzo quello al clarinetto nel night). Dovrà però passare la mano al ben più versatile Nino Rota dal prossimo film del regista di Rimini, del resto il regista qui richiedeva già al compositore la riproposizione della "Entrata dei Gladiatori" di Fucik. [FB]

 

DI F. FELLINI E A. LATTUADA, CON P. DE FILIPPO, C. DEl POGGIO, G. MASINA, COMM, ITA, 1951, 97', 1.33:1