F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





<        1 9 7 0        1 9 7 1        1 9 7 2        1 9 7 3        1 9 7 4      1 9 7 5        1 9 7 6        1 9 7 7        1 9 7 8        1 9 7 9        >

 

●●●

MANHATTAN
IL CASTELLO DI CAGLIOSTRO
STAR TREK
BRIAN DI NAZARETH
MOONRAKER
ALIEN
ZOMBI

BROOD
AMITYVILLE HORROR
FANTASMI
APOCALYPSE NOW
FUGA DA ALCATRAZ
KRAMER CONTRO KRAMER
WOYZECK
TESS

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"scoppiettante commedia brillante, con un Montesano pasticcione e in palla, e una super Agren"

 

 

Fortunato come Willy il Coyote, un rappresentante di sanitari finisce nella villona di un vecchio compagno di scuola chee lo costringe a spacciarsi per marito della sua amante per non essere scoperto dalla moglie... "Aragosta A Colazione" è una ritmatissima commedia brillante che mi faceva sbellicare dalle risa, pur essendo derivativo di  HOLLYWOOD PARTY  di Edwards, che -invece- non mi ha mai fatto impazzire. Il personaggio di "Tucci" retaggio di un Montesano mai più così in forma è derivativo infatti del pasticcione da antologia allora interpretato da Peter Sellers. Il film di Giorgio Capitani inscena appunto il "ricevimento" ma qui il protagonista non è un "imbucato", piuttoso un "obbligato" a parteciparvi: l'aquisto del campionario di sanitari in cambio della sua complicità per coprire il tradimento. Il ritmo delle gag, aiutato moltissimo dalla musica di Piero Umiliani ai livelli dei vecchi tempii (Monicelli) oltre che dalla sopracitata verve del comico romano. In primis, per quanto mi riguarda, svetta quella della distruzione del bagno partendo da una innocua macchiolina di lucido da scarpe sulla parete. Poi, altro punto forte, è rappresentato dal parco femmine che qui prevede: una Jamet Agren da ululati, Silvia Dionisio (nel ruolo della moglie gelosa del gran pasticcione) e Claudine Auger, che partecipa a quella che dovrebbe essere una coproduzione considerata pure la presenza di Claude Brasseur in quota francese. Si va dalla 'pochade' invisa ai rischi di tradimento coniugale (specie quando si ha a che fare con mogli particolarmente gelose) scambi di coppia, equivoci (Montesano scambiato per "uranista", si confonde il rarissimo "tulipano nero" con una linea di wc). Finale tipo "fiaba a lieto fine" un po' così, ma i 90 minuti son volati. Ah,  il magnate svizzero di Geoffrey Copleston che dice a Montesano: "Non si può più comprare sulle epidemie, ma per fortuna c'è ancora qualche guerra!". Basta? [FB]

 

di G. CAPITANI, CON E. MONTESANO, J. AGREN, C. BRASSEUR, C. AUGER, COMMEDIA, ITA, 1979, 89', 1.85:1