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THE TRUMAN SHOW
APRILE
A BUG'S LIFE

TRAIN DE VIE
PAURA E DELIRIO A LAS VEGAS
SOLDI SPORCHI

DARK CITY

CUBE
OMICIDIO IN DIRETTA
NIGHTWATCH
LA SOTTILE LINEA ROSSA
COSì RIDEVANO
MY NAME IS JOE
LA LEGGENDA DEL PIANISTA...

SALVATE IL SOLDATO RYAN

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"cinema intelligente che riflette su sé stesso"

 

 

Sposato a un'oca, un sempre in apparenza sorridente, ragazzone è ancora infatuato di una bella figliola che gli ha rivelato come la sua vita sia tutta una finzione orchestrata ad oc. Lui che non si è mai mosso dalla sua piccola cittadina isolana vagheggia di andarsene per cercarla ma tutti sembrano cercare di farlo desistere... Chi l'avrebbe detto che Peter Weir se ne sarebbe arrivato dopo un bel po' di film a ripetere il capolavoro di  PICNIC AD HANGING ROCK  Per certi versi un autore sopravvalutato, essendo sempre stato valutato benissimo dalla critica (forse anche troppo) che non mi aveva personalmente colpito nella sua evoluzione piaciona e cerchiobottista ("L'Attimo Fuggente", ndr) come avesse voluto piacere un po' a tutti: vizio comune a molti registi in cerca del "bagno di folla". Fortunatamente è giunto "Truman Show", raro esempio di cinema intelligente che riflette su sé stesso (nella fattispecie sulla tv e sulla deriva voyeristica). Geniali i momenti dove il protagonista sbugiarda la realtà fittizia costruitagli intorno: l'ascensore inesistente che rivela [EVIDENZIA LO SPOILER] "le quinte" del set, essendo lui è "il primo bambino adottato da un network! Emozionante è poi la lunga coda dove etica e morale e un pizzico di filosofia si enucleano in maniera chiara per tutti. Jim Carrey è sopra le righe come al solito (solo Gondry l'avrebbe realmente contenuto) ma comunque diretto da un cineasta che riesce a dargli un tono, perfetta anche la Linney come vacua e irritante moglie che poi crollerà psicologicamente sotto i sospetti del protagonista. "Quello che fai a Truman è da malati!" è quello che dice il personaggio di Silvia (Natasha McElhone) a Ed Harris, sommo demiurgo che offre (lui sì) la prova maiuscola della sua carriera ("la più grande mente tele-visionaria"). Lo sguardo lucido del regista ci informa che la realtà che viviamo è manipolata ed è nostro dovere dubitare di tutto. [FB]

 

[ID] di P. WEIR, CON J. CARREY E E. HARRIS, COMMEDIA, USA, 1998, 102', 1.85:1