F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





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● ½              CULT

IN NOME DEL POPOLO...
IL DITTATORE... BANANAS
E ORA QUALCOSA DI...
BELLO ONESTO EMIGRATO...
GIù LA TESTA
REAZIONE A CATENA
IL GATTO A NOVE CODE
TERRORE CIECO
DUEL

L'ABOMINEVOLE DR. PHIBES
ARANCIA MECCANICA
MORTE A VENEZIA
CANE DI PAGLIA
NOTTE BRAVA DEL SOLDATO...
E JOHNNY PRESE IL FUCILE

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"visione penalizzata da un doppiaggio criminogeno, e pertanto recensibile con difficoltà"

 

 

Pianista presso una scuola di danza per potenziali "bambini prodigio" gestita dall'amica, hanno deciso di voltare pagina dopo la condanna dei rispettivi figli per omicidio, trasferendosi ad Hollywood. Se la seconda pare rifarsi facilmente una seconda vita, la prima è ancora turbata da un trauma vissuto e pare scivolare ancor più nella pazzia. Verrà sospettata dall'amica di aver inteso metterla in cattiva luce col nuovo amante... La visione de "I Raptus Segreti di Helen" in edizione digitale è certamente penalizzata ad un doppiaggio che definire amatoriale è dir poco. Mi ci fossi messo io e avessi chiamato a raccolta alcuni amici e conoscenti, avrei certamente fatto di meglio. Nato sulla scia de  CHI GIACE NELLA CULLA DELLA ZIA RUTH  dello stesso regista Curtis Harrington (che diciamolo subito a scanso di equivoci: era proprio tutta un'altra cosa) fa leva sui bei costumi (candidati all'Oscar) anni '30 mentre le scenografie sanno di quinte teatrali, rispecchiando l'impianto della messinscena che sembra chiaramente guardare a quella destinazione. E mentre i grandguignoleschi effetti speciali, artigianali ma di sicuro effetto, che contrastano in un certo modo con i bambini "prodigio" che si esibiscono nella pellicola. Ma sinceramente inquietano molto più le piccole interpreti truccate per sembrare "grandi". Abbiamo comunque, in ordine: un uomo finito triturato da un erpice, pugnalate in "Norman Bates-style", una conigliera massacrata. Debbie Reynolds nel ruolo di Adele si lancia in performence danzeregge: tip tap, tanghi, mentre Shelley Winters ormai specializzata in ruoli di attempata assassina. Il film è così così, e davvero non regala molto oltre la performance della Winters che con gli occhi spiritati e coltellaccio in mano sembra anticipare la Piper Laurie depalmiana prossima ventura. Ma da qui a giustificare la visione di questa 'operina', ce ne passa. [FB]

 

[WHAT'S THE MATTER WITH HELEN?] di C. HARRINGTON, CON S. WINTERS, HOR, USA, 1971, 101', 1.85:1