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"l'approccio troppo documentaristico penalizza l'opera sul famigerato Dottor Mengele"

 

 

Sfuggito dopo la disfatta tedesca inizialmente in Argentina, e poi in Brasile, quel Joseph Mengele noto come "Dottor Morte" nel più famigerato dei campi di concentramento nazisti, riceve l'inaspettata visita del figlio... Tarantino se l'è dimenticato e in  INGLORIOUS BASTARDS  non l'ha fatto scotennare da Brad Pitt; parliamo del famigerato Joseph Mengele, sfuggito a Norimberga e rifugiatosi in America Latina dove sarebbe morto sul finire degli anni '70, almeno secondo l'autore del romanzo da cui viene tratto questa pellicola d'essai. "La Scomparsa di Joseph Mengele" è transitato a Cannes, e non è un film facile da seguire, sospeso com'è tra passato e presente... quello del film, dove vediamo il "Dottor Morte" ormai vecchio e, seppur non toccato minimamente dal rimorso, vive come un animale in gabbia nel grande contenitore dove si è nascosto, quasi un animale in cattività come bene rappresenta la sequenza con i cani che corrono in tondo in uno scenario che pare più una sorta di Limbo dantesco, contrapposto invece all'Inferno autentico in cui egli aveva imperversato durante il regime nazista. Il bianco e nero autoriale contrapposto al colore slavato del super8 del "filmino" che ci presenta in flashback alcuni stralci delle defandezze compiuto dall'incarnazione del Male (una delle tante che operavano in Germania negli anni '40). Sfortunatamente l'approccio troppo documentaristico penalizza l'opera, che finisce con il restare un po' troppo in superficie, esclusa la durissima sequenza a colori sopra citata, dove vediamo Mengele "selezionare" due soggetti tra i prigionieri di Auschwitz, l'uno deforme e l'altro storpio, per "esaminarli" e "catalogarli" per poi ucciderli sommariamente e inscatolarne gli scheletri (!) Il resto, come detto, scivola un po' via, nonostante la pur pregevole prova del Diehl visto recentemente ne  IL MAESTRO E MARGHERITA  dopo essere stato rivelato da Tarantino. [FB]

 

[iD] DI K. SEREBRENNIKOV, CON A. DIEHL, D. HERFURT, GER/FRA/UK, DRAM, 2025, 131', 2.99:1/1.33:1

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