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IL COMMISSARIO PEPE
PRENDI I SOLDI E SCAPPA
BUTCH CASSIDY
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IL MUCCHIO SELVAGGIO
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COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"l'inizio è disastroso, poi migliora"

 

 

Abbandonato dalla moglie che finisce di lì a poco fuori strada con la jaguar che prende fuoco a seguito di un sabotaggio, un burbero eredita la ditta familiare. Rientrando a Londra da una vacanza trova una giovane ma risoluta ragazza all'interno della sua villa. Questa, lo conduce in un night club dove è proiettato un filmino realizzato di recente, con protagonista lei e una donna celata da un cappuccio che alcuni segni distintivi sembrano identificare come l'ex moglie. Inizia così a indagare, ossessionato dall'idea che possa essere ancora viva e che il corpo bruciato e reso irriconoscibile dall'incendio potrebbe non essere stato il suo... L'inizio di "A Doppia Faccia" è disastroso, da produzione di bassa lega: grossolanità nel montaggio, palesi modellini, orrendi fondali visibilmente videoproiettati. Poi migliora, ma il ritmo continua a non essere il punto forte di Riccardo Freda (celato dietro al solito pseudonimo) che trascina stancamente un Klaus Kinski (più che mai ambiguo) sulle tracce della consorte defunta, sullo sfondo degli anni della liberazione sessuale, degli yippies e della canzone preferita della compagna ("Non dirmi una bugia" cantata da Silvie Saint Laurent, al secolo Nora Orlandi). Se alcuni spunti sono meritevoli di encomio (il momento in cui Kinski entra in possesso della bobina e si accorge che qualcosa è cambiato nel girato per come se lo ricordava) la sceneggiatura (il soggetto è firmato da un certo Lucio Fulci) è davvero poca cosa e nel pur discreto finale si finisce con il brutto viziaccio di vedere i personaggi che didascalicamente e per bocca propria mettono al corrente lo spettatore dei retroscena altrimenti incomprensibili. Sopravvive a tutta questa serie di pecche più o meno gravi una fotografia raffinata che dimostra quanto Freda abbia assimilato la lezione dell'amico/collega Mario Bava, una certo mood tipico da "noir" ed un piacevole tocco gotico che anticipa il colpo di scena. [FB]

 

DI R. FREDA, CON K. KINSKI, A. INCONTRERA, S. CHAPLIN, K. KRUGER, GIALLO, ITALIA, 1969, 87', 1.85:1