F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





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A PIEDI NUDI NEL PARCO
INDOVINA CHI VIENE A CENA
BARBARELLA
IL LIBRO DELLA GIUNGLA
TRE PASSI NEL DELIRIO
PER FAVORE NON MORDERMI...

GLI OCCHI DELLA NOTTE
BELLA DI GIORNO
IL LAUREATO

SI VIVE SOLO DUE VOLTE
NICK MANO FREDDA
RIFLESSI IN UN OCCHIO D'ORO

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"campionario di fiche (da leggere all'italiana e non en français) e delirante sagra pop dell'eccesso"

 

 

Ritirato a vita privata, Bond viene chiamato a impersonare "M", mentre il "nuovo 007" conduce una partita a bacarah contro un grosso baro al casinò, il vero enigmatico villain intende attuale il suo piano di conquista... Qualche nome: David Niven, Peter Sellers, Woody Allen, William Holden, Jean Paul Belmondo, Orson Welles. E la tappezzeria femminile? Con Ursula Andress, Barbara Bouchet, Debora Kerr? E in regia, tra gli altri, Huston. "Casino Royale", prima che in versione Graig, aveva rappresentato nella seconda metà degli anni '60 una parentesi nella saga dell'agente segreto più famoso al mondo, appena dopo l'abbandono di Connery (precisamente dal contemporaneo film di Gilbert) e fu all'epoca un tentantivo di far concorrenza con la serie ufficiale (come si sarebbe fatto poi anche con  MAI DIRE MAI  dell'83) buttandola in farsa, facendo dell'unico romanzo di Fleming ancora non portato sullo schermo una vera e propria parodia. Coloratissimo e ultra-pop, stupidotto nella parte iniziale, diventa in parvenza "serio" a metà durante la partentesi tedesca con Mata... Bond (!) per sfociare nel totalmente delirante (dalle parti e oltre  HOLLYWOOD PARTY  con lo stesso Sellers) in coda. Pensandoci, spostandola ancora sul demenziale (chessò, coi Monty Python) sarebbe forse stato qualcosa di memorabile. Se le risate vere (non me ne voglia Sellers) sono tutte retaggio di un Woody Allen ("Jmmy Bond, il nipote") giovanissimo ma già scatenato, la Bouchet è una Moneypenny (ehm, "la figlia") alla quale nemmeno Connery avrebbe saputo dire di no. Meglio di lei ce ne sono a bizzeffe in questo film: dalla Ursulona Andress che torna a 007 dopo  LICENZA DI UCCIDERE  una Dahlia Lavi (legata in anelli d'acciaio, nuda, è materiale da pugnette selvagge) e la Jacqueline Bisset mora, da sognare in versione sorbetto! Musiche di Bacharah, con "The Look of Love" anche in italiano. Sagra dell'eccesso non priva di fascino. [FB]

 

[ID] DI J. HUSTON, CON P. SELLERS, D. NIVEN, W. ALLEN, O. WELLES, COMM/AZIONE, UK, 1967, 132', 2.35:1