F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





<        2 0 2 0        2 0 2 1        2 0 2 2        2 0 2 3        2 0 2 4       2 0 2 5        2 0 2 6        2 0 2 7        2 0 2 8        2 0 2 9        >

 

●●● ½

V PER VENDETTA
KING KONG
BATMAN BEGINS
SIN CITY
LA MARCIA DEI PINGUINI
MALEDIZIONE DEL CONIGLIO
LA SPOSA CADAVERE
LA VENDETTA DEI SITH
DOMINO
LA FABBRICA DI CIOCCOLATO
I FRATELLI GRIMM...
BROKEN FLOWERS
I FANTASTICI QUATTRO
THANK YOU FOR SMOKING

MADAGASCAR

COMIC THRILLER DRAMA TV

PAG 2

   
 

"umorismo nero con uno straordinario Mads Mikkelsen"

 

 

Un rapinatore consegna al fratello ritardato la chiave di una cassetta di sicurezza e gli trasmette le volontà su come ritirare il bottino e seppellirlo nel bosco di famiglia. Scontata la pena di 15 anni lo ritrova peggiorato... I Coen avevano con  FARGO  tracciato la strada per il futuro per l'umorimo nero. Ancora oggi fa scuola,  e lo dimostra questo "Mio Fratello è un Vichingo", film danese che, pur non raggiungendo le vette del capostipite del genere, vanta parecchie frecce al suo arco. Anzitutto i due protagonisti, speculari e perfetti: dall'imperterrito e serissimo ladro di banca che dopo 15 anni di gattabuia, ritrova il fratello con forti disturbi di personalità e un qualcosa che ci ricorda il  RAIN MAN  di Dustin Hoffman, L'uno è Nicolaj Lee Kaas, e l'altro è uno straordinario Mads Mikkelsen che ancora una volta, se mai ci fosse stato il caso, ci mostra la sua versalità nell'adattarsi a qualsivoglia genere filmico, in questo caso il comico-demenziale. Quando il film non eccede sul pedale (i debiti vanno anche ai mitici Monty Phyton) strappa risate convinte, a iniziare da quello che sarà il tormentone della storia, ovvero: i raptus suicidi del personaggio. Meno efficace risulta la parte centrale, dove vediamo formarsi una improbabile band di "tizi che si credono i Beatles" (!) assecondati dal fratello ladro perché solleticato dall'idea instillata dal tizio dell'ospedale parte che comunqie prepara un'ultima fase della storia che pare una rapsodia immaginata ai Coen Bross. C'è infatti un vero malvivente, violentissimo e determinato a farsi dire ad ogni costo il nascondiglio del "bottino". La strada narrativa scelta è quella di una fiaba nera, e a questo fine ci pensa subito il prologo  che, con l'epilogo, andrà a connotare in maniera chiara il progetto. Forse il finale risulta un po' stiricchiato e andava opportunamente "asciugato", ma si resta soddisfatti della visione, Nel cast anche Sophie Grabol, volto tv piuttosto noto. [FB]

 

[DEN SIDSTE VIKING] DI A. T. JENSEN, CON M. MIKKELSEN, N. L. KAAS, COMM, DAN, 2025, 116', 2.35:1

-

-