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V PER VENDETTA |
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"l'ingraziamento ruffiano di Sorrentino per essere nuovamente considerato ai Festival" |
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Il Presidente della Repubblica delle Banane è a un bivio: deve scegliere a chi dare la Grazia tra due omicidi... "La Grazia" di Paolo Sorrentino è la MORTE del cinema. Abituato, avendo ancora un cervello pensante e un senso critico attivo, agli alti e bassi del regista partenopeo, incapace in realtà di acuti particolari e autore di film molto curati dal punto di vista estetito ma vuoti dentro, se non per tematiche in realtà "rubate" dai nostri Grandi (quelli veri) del passato, Fellini in testa, e capace di tornfi non indifferenti. Ma occorre dire che quest'ultimo rappresenta davvero il punto tragicamente più basso della sua carriera. Trattasi infatti di film "politico", nel senso peggiore del termine: sappiamo da che parte è orientata la critica nello Stivale, e allora perché non arrufianarsela inseguendo la "moda" del momento? La piaggeria si traduce nel fare un atto di fede verso le donne, vittime (indovinita un po'?) del patriarcato (!) In pratica abbiamo questa macchietta di Presidente della Repubblica nel semestre bianco (a 6 mesi dal congedo, ma oggi non se ne vanno se funzionali ai potentati economici) uno che ascolta la merda "rap" per essere aggiornato con contemporaneità (?!) e che si trova nel dilemma di quale delle due "grazie" che gli sono state sottoposte, concedere. Una riguarda un marito che ha dato la morte alla moglie malata di elzehimer (eutanasia, che un Papa rasta non approva) e una donna che ha ucciso a sangue freddo il marito "perché la picchiava" (ma di prove o di approfondimento non ce ne viene dato conto). Tra arcobaleni in evidenza, balletti in slow motion, e una lentezza che definire pachidermica sarebbe poco, questa robaccia ci appare semplicemente come una marketta che Sorrentino fa per ingraziarsi di nuovo la critica, i festival, i premi. "L'Ingraziamento". Unico momento (involontariamente) ilare: il cane robot corazziere, per il resto: in-sos-te-ni-bi-le. [FB] |
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DI P. SORRENTINO, CON P. SERVILLO, A. FERZETTI, M. MARIGLIANO, ITALIA, DRAM, 2025, 132', 1.85:1 |
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