F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





<        1 9 6 0        1 9 6 1        1 9 6 2        1 9 6 3        1 9 6 4       1 9 6 5        1 9 6 6        1 9 6 7        1 9 6 8        1 9 6 9        >

 

●●●●●




IL SORPASSO
DIVORZIO ALL'ITALIANA
BOCCACCIO 70
LA VOGLIA MATTA
CHE FINE HA FATTO BABY JANE
L'ANGELO STERMINATORE
MAFIOSO
LICENZA DI UCCIDERE
LAWRENCE D'ARABIA
LOLITA
JULES E JIM
MAMMA ROMA

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"commedia di costume definitiva"

 

 

Barone debosciato di bella presenza, sfiancato dall'unione con la moglie opprimente, vagheggia di eliminarla e buttarsi fra le braccia della dirimpettaia minorenne. Scoprendo che anche questa lo corrisponderebbe, inizia ad architettare il suo piano che conta sulla particolarissima attenuante processuale del "delitto d'onore"... Capolavoro di Pietro Germi (vincitore a Cannes) "Divorzio all'Italiana" Ŕ forse la commedia di costume definitiva. La fotografia scattata sulla realtÓ siciliana di mezzo secolo, con il "barone Cefal¨" interpretato magnificamente da un Marcello Mastroianni in autentico stato di grazia, Ŕ spietata: vizi e vezzi della comunitÓ dove tutti sanno tutto di tutti e si eleva "l'onore" sopra ad ogni cosa. Di contorno: un micro-universo credibile che rafforza la credibilitÓ della vicenda narrata. Si potrebbe parlare quasi di un capolavoro verista che uno come Giovanni Verga avrebbe di sicuro gradito. I meccanismi della commedia l'autore li conosce bene, e la costruzione della vicenda Ŕ mirabile sin dalle prime battute. Ma formalmente, la pellicola di Germi Ŕ un noir che rispetta i crismi e i meccanismi del genere, con inattese virate all'horror grottesco (la moglie bollita viva, e saponificata!!!). La Sandrelli giovane Ŕ qui un giglio di campo (sulla cui figura il contro-finale rivelerÓ il rovescio della medaglia) e contorno di caratteristi di rango (l'insopportabile Buzzanca Ŕ qui accettabile, a conferma che la direzione del regista Ŕ tutto, e gli attori non sono niente). La confusione tipica dei lavori del periodo di questo cineasta troppo presto dimenticato, Ŕ qui "controllata". Indimenticabili i "tic" del barone, le visioni di morte vagheggiate come "sogno meraviglioso", le speranze affidate ad un processo che farÓ del carnefice la vittima per bocca di un avvocato illuminato capace di incantare la giuria. Questo , su tutti, Ŕ un momento davvero straordinario, evidenziato dal lirismo "Ó la Mascagni" di Carlo Rustichelli. [FB]

 

DI P. GERMI, CON M. MASTROIANNI E S. SANDRELLI, COMMEDIA, ITALIA, 1962, 120', 1.85:1