F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





VALLE     GESSO     STURA (1)     STURA (2)     GRANA     MAIRA     VARAITA     PO     PESIO     LANGHE     VERMENAGNA     >

 

 

CASTELLO DI MANTA
LA CASTIGLIA DI SALUZZO
COLLETTA DI BRONDELLO
ABBAZIA DI STAFFARDA
ROCCA DI CAVOUR
CASTELLO DI BARGE

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PAESANA
ONCINO
CRISSOLO
PIAN MUNé
PIAN MELZé

PIAN DEL RE

1/12    2/12    3/12    4/12   >

M A P P A L E

   
     

 

Il  PIAN DEL RE  è considerato dagli abitanti della pianura cuneese una sorta di santuario. Non certo per certe pagliacciate pseudo-politiche, quanto per il fatto di trovarsi ai piedi della montagna-totem di queste latitudini: il Monviso. E il luogo è oltremodo importante perché ospita le sorgenti del fiume più lungo d'Italia: il Po. Oggetto per ben due anni del passaggio dei ciclisti professionisti del Giro d'Italia negli anni '90, l'ascesa da Paesana che conta ben 25 km si può considerare divisa in tre tronconi ben distinti: il primo che va dal paese di partenza sino a Crissolo, più urbano ma già dalla difficoltà tutt'altro che sottovalutabile (si veda a questo scopo la scheda relativa) la frazione intermedia da Crissolo a Pian Melzé (aka "Pian della Regina") che riportando sui 1750 metri di altitudine si scrolla progressivamente gli orpelli rappresentati da abitazioni ed alberi, e infine l'ultima e più selvaggia, quella che si eleva dalle praterie ritagliandosi una via tra la roccia viva sino alla grande conca posta a 2000 metri. Il percorso è stato così spezzettato anche dal recensore per via del fatto che se il Pian Melzé può essere raggiunto facilmente anche nella stagione invernale (essendo sede esso stesso di impianti di risalita in relazione degli sport invernali) il Pian del Re resta invece aperto solo tra giugno e ottobre. Dall'ariosa radura di Pian Melzé (foto 1) abbandoniamo i pochi edifici (foto a lato) e ci riportiamo in sella sull'unica ampia strada dall'ottimo stato e la cui ampiezza (foto 2) facilita l'ascesa verso la meta. Ci si affaccia panoramicamente sulla sinistra seguendo il profilo opposto che contempla l'appena distinguibile Rifugio Quintino Sella e la sagoma inconfondibile del Monviso. La salita conta 4 tornanti che smussano le asperità che attraverso gli altrettanti chilometri copriranno un dislivello di 300 metri. Specie dai tornanti ritagliati sulla sinistra vediamo il Monviso (foto 4) rivelarsi...  >CONTINUA  

 

LUNG (PAESANA) 25 KM (TOT 50) - SAL 25 KM - DISL 1440 MT - H 2020 MT - PEND >12% - GIRO 3H 30' - CAT 'D'