F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





ROYA1 ROYA2 BEVERA1 BEVERA2 NERVIA1 NERVIA2 VERBONE SASSO ARMEA ARGENTINA PRINO IMPERO MARO NEVA

 

 

SEGLIA
VARASE
TORRI
SERRO SUPERIORE
TORRI SUPERIORE

MONTE POZZO

BATTISTERO S. G. BATTISTA

SANTA MARIA ASSUNTA
SAN MICHELE ARCANGELO
FORTE SAN PAOLO
PEIDAIGO
CASTEL D'APPIO
LATTE STRADA ROMANA

1/4    2/4    3/4    4/4

MAPPE NON DISPONIBILI

   
 

"Confine di Stato-Ventimiglia Alta-Battistero San Giovanni Battista"

 

 

 

La cattedrale di  >SANTA MARIA ASSUNTA  sita a Ventimiglia alta (foto e a lato) e il  BATTISTERO  (foto 4) situato nel sottosuolosorgono sul limite orientale del colle che si eleva a ovest del fiume Roia, dove si trasferì il nucleo abitato a seguito dell'abbandono di Albintimilium, la città romana sviluppatasi nella piana presso la foce del Nervia. Di fianco all'abside minore di sinistra, a una quota inferiore, sorge il Battistero, intitolato a san Giovanni Battista, accessibile tramine una stretta scala a chiocciola. A pianta ottagonale, è stato diviso in due livelli nel Seicento: il vano inferiore presenta una volta a ombrello e, lungo il perimetro, otto nicchie, alternativamente a base retta e semicircolare; all'interno sono collocati un bacino ad immersione del XIII° secolo al centro e un'altra vasca più antica, a forma di mortaio, in una nicchia; al piano superiore, cui si accede dal piano di calpestio dell'attigua cattedrale, è stata ricavata una cappella barocca dedicata al Santissimo Sacramento. Gli scavi archeologici e le campagne di restauro condotti da Nino Lamboglia nella seconda metà del XX° secolo hanno consentito di individuare le fasi edilizie della cattedrale: in particolare, oltre a quelle proto e tardoromaniche, vennero alla luce una serie di strutture riconducibili a una chiesa altomedievale, di ampiezza poco inferiore all'attuale e legata cronologicamente alla cripta, forse ultima rimanenza del delubro giunonico, già scoperta e studiata da Girolamo Rossi nel 1875, da cui provengono preziosi resti di sculture (foto 3). La chiesa nelle sue forme attuali è il risultato di interventi che si sono succeduti in due fasi, ben individuabili ma armonizzate fra loro; la prima, protoromanica (fine XI° secolo), è in pietra arenaria lavorata a conci piccoli e regolari, e si può apprezzare nella facciata e in parte nel fianco est. [FB]

 

* DATI NON DISPONIBILI *