F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





<  ROYA  BEVERA  NERVIA 1  NERVIA 2  VERBONE  ARMEA  ARGENTINA  PRINO  ARROSCIA  IMPERO  DIANESE  LERRONE

 

 

VENTIMIGLIA
COLLA SGARBA
MADONNA DELLE VIRTù
COLLETTO DI CIAIXE

BRUNETTI
VERRANDI

*


AIROLE
COLLA BASSA
FANGHETTO
OLIVETTA SAN MICHELE
COLLE DEL VESCOVO
COLLA PIANA

1/5    2/5    3/5    4/5    5/5

M U S E I       P O R T I

   
     

 

La valle Roya, nella sua propaggine italiana, che coincide poi logicamente con la foce a Ventimiglia (foto 1) nel Mar Ligure, offre al suo ingresso a Fanghetto (foto 4) e San Michele (se provenienti dalla parte francese della valle) l'occasione per risalire il Colle del Vescovo, collegando il piccolo comune di Olivetta San Michele con la cittadina francese di Sospel (dalla quale, salendo il Col di Castillon o tramite Tunnel, si può scivolare dolcemente a Mentone). Proseguendo invece lungo la Statale del Colle di Tenda verso sud, incontriamo il bivio per Airole, da qualche decina di anni tagliata fuori dalla viabilità del Tenda e oggi raggiungibile da Ventimiglia attraverso la vecchia strada, finalmente prossima alla completa asfaltatura e caldamente consigliata ai cicloamatori per assenza di traffico e scenari naturalistici. Da Airole, tra l'altro, si prospettano due belle salite: la prima, di media difficoltà, verso la frazione Colla Bassa (foto 3) la seconda, di estrema difficoltà considerata l'asperità dell'ascesa, per la cosiddetta Colla Piana (mai nome fu meno adatto). Nemmeno si tratta della sola salita trascendentale. Anzi, il territoio intorno a Ventimiglia bene si presta ad offrire incredibili "erte" ai ciclisti scalatori: quattro complessivamente, di cui tre che riportano alla Colla che da Camporosso percorre il crinale est di questa porzione finale della valle Roya: il Colletto di Ciaixe e le salite di Brunetti e Verrandi (foto 2) Impossibile affermare con sicurezza quale delle tre sia la salita più dura, toccando tutte pendenze oltre il 18%. L'altra erta di cui si diceva prima è una strada cieca che capitola presso il caratteristico Santurario della Madonna delle Virtù (foto a lato) perfettamente "inglobato" nella grande roccia che sovrasta la frazione di Roverino e la Statale verso il Colle di Tenda. Molto di minore impatto sulle nostre gambe, è l'ascesa della Colla Sgarba. [FB]

 

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