F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





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IL PICCOLO DIAVOLO
TRAPPOLA DI CRISTALLO
CHI HA INCASTRATO ROGER...
DONNE SULL'ORLO DI UNA...
BEETLEJUICE
ESSI VIVONO

INSEPARABILI
MONKEY SHINES
IL SERPENTE E L'ARCOBALENO
FRANTIC
RAIN MAN
NUOVO CINEMA PARADISO
DANKO
BIRD

ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"non solo un guilty pleasure, ma un film che pensiona l'action vecchia maniera"

 

 

Giunto per le festività natalizie in California, all'inaugurazione di un grattacielo dove ha lavorato la moglie, cazzutissima donna-manager, un poliziotto di New York si ritrova catapultato suo malgrado in una guerriglia in piena regola: un attacco terroristico nel cuore dello stabile lo costringe a dare filo da torcere ai cattivi... Quando nel 1988 c'era ancora la Germania Federale, piomba nei cinema e rimbalza nelle televisioni private poi, "Die Hard": letteralmente "Duro a Morire", noto da noi con il demenziale "Trappola di Cristallo" (SIC) forse, perché "Inferno di Cristallo" già era stato usato. Si tratta non solo di un guilty pleasure personale, ovvero uno di quei film che guarderei anche 1000 volte, per quanto non possano essere definiti propriamente dei "capolavori". Certo è che questa pellicola prodotta dagli stessi nomi che saranno poi dietro alla trilogia matrixiana un decennio dopo (la scena dove "John McClaine" si cinge con il cordone dell'idrante e si lancia giù dal tetto del palazzo sarà ricalcata nel primo film di Neo, e il finale sarà ripreso nel prologo del secondo) pensiona l'action vecchia maniera (il figlio sfortunato dell'altrettanto idiota edonismo reaganiano) che tra l'altro non lesina a citare a mo' di sberleffo, e affida ad un nuovo eroe, un cowboy metropolitano: un uomo qualunque (per così dire) che affronta da solo, lui e la sua canottiera sudicia, una cellula terrorista, da una posizione di manifesta inferiorità. Bonnie Bedelia avrà a dire di lui: "solo John è capace di esasperare così una persona". Anche se vederla strillare come una gallinaccia nel finale non è un bel sentire, è uno dei tanti volti azzeccati del cast: facce che non si dimenticano, come quella di Rickman, a incarnare un cattivo con i fiocchi. Quell'incapace di Michael Kamen alle musiche riesuma l'Inno alla Gioia, quasi arrogandosene la paternità. Vaughn Monroe canta la canzone sui titoli. Dirige l'esperto McTiernan, uno che di ritmo se ne intende. [FB]

 

[DIE HARD] di J. MC TIERNAN CON B. WILLIS, A. RICKMAN, B. BEDELIA, AZIONE, USA, 1988, 131', 2.35:1