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IL PICCOLO DIAVOLO
TRAPPOLA DI CRISTALLO
CHI HA INCASTRATO ROGER...
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BEETLEJUICE
ESSI VIVONO

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MONKEY SHINES
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NUOVO CINEMA PARADISO
DANKO
BIRD

ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"parentesi sordiane a parte, è il Brass migliore, e Gabriele Salvatores gli deve davvero molto"

 

 

Ex-avvocato conduce la fidanzata in una clinica per farla abortire. Incappa in un ragazzino che "fa il grande".. Escludendo il Brass di rimando con Sordi, sicuramente il miglior Brass. Lo si capisce sin dalle primissime immagini che "Snack Bar Budapest" ha una marcia in più rispetto al solito al quale ci ha abituato il regista veneziano. Merito delle note strumentali di "Dune Mosse" di Zucchero (che curerà anche l'intera colonna sonora)? Di Giannini, mai tanto sdrucito e figura "over"? Non si sa, comunque Tinto è qui ispirato finalmente da qualcosa che non sia il fondoschiena di una donna e gira con il cervello collegato al sistema nervoso. Certo, patinato è patinato, riflettendo perfettamente la media internazionale della seconda decade dei "folli anni '80", e tutto quanto vediamo ha il sapore di un lungo videoclip, ambientato in un contesto alienante con scenografie che paiono di un art decor decadente, marcito, incancrenito. Una sensazione che Brass favorisce usando specchi deformanti, grandangoli a pioggia, e inquadrature dal basso (seppur a riprendere i "soliti" culi). "Le piace qui?", "no, d'estate è troppo caldo e d'inveno c'è troppo vento...", "sì, ma il vento spazza via la porcheria". Qua e la, il regista sfiora (anche involontariamente) un certo surrealismo felliniano, e un insolito (per i canoni registici) ritmo conferisce al film un suo carattere, diversificandolo dai lavori più scialbi. Possiamo affermare che senza questo film probabilmente non ci sarebbe stato Gabriele Salvatores. "Sono venuto per sua sorella...", "Uahahah! Se ne sono venuti tanti per mia sorella!". Brass è talmente autoreferenziale che al cinema dove troviamo i protagonisti proiettano  LA CHIAVE  ma c'è un senso anche in questo, se poi dei teppisti distruggono, lacerandolo, il telo di proiezione, incontrando pure il favore di un'ipocrita del caso. Bizzarra la svolta a 3/4 della durata che trasforma il tutto in un "film da assedio" con famiglia-ostaggio. [FB]

 

di T. BRASS, CON G. GIANNINI, R. BARACCHI, L. ROMITO, DRAMMATICO/EROTICO, ITALIA, 1988, 102', 1.85:1