F A B I O B O R E L L I  H O M E                        R E C E N S I O N I C I N E M A                         T E M P O L I B E R O B I K E





<        1 9 3 0        1 9 3 1        1 9 3 2        1 9 3 3        1 9 3 4       1 9 3 5        1 9 3 6        1 9 3 7        1 9 3 8        1 9 3 9        >

 

●●● ½








LE SILLY SIMPHONIES
L'UOMO INVISIBILE
KING KONG




*

COMIC THRILLER DRAMA

T R A I L E R

   
 

"nel 1933, immaginarsi una cosa del genere, doveva essere a dir poco da pionieri"

 

 

Trovata l'attrice che cercava in una teatrante ridotta a rubare mele per le vie newyorkeesi, un lungimirante cineasta venuto in possesso della mappa che dovrebbe condurlo ad un'isola sperduta nell'oceano, sovrastata da una rocca a forma di teschio e cinta da un monumentale muro di cinta, "forse di origini egizie", salpa con una variegata ciurma e buone speranze. Sbarcheranno in loco nel bel mezzo di una cerimonia sacrificale... Trattasi del film più famoso della storia del cinema, che -almeno di nome- penso sia conosciuto anche dai muri. Merito di un "Mito" che gli sceneggiatori hanno saputo inventare dal nulla a dispetto degli altri "mostri sacri" della Universal, tutti personaggi di romanzi, da Mary Shelley a Bram Stocker. Meglio precisarlo subito: "King Kong" ha nel suo maggior difetto proprio la rappresentazione del gargolia peloso: alternati agli eccessivamente arzigologati movimenti del modellino (animato a passo-uno) troviamo yn mascherone visibilmente di plastica, per contro immobilissimo. Insomma: il senso che dovrebbe suscitare "l'Ottava Meraviglia" suscita oggi al più tenerezza verso i tecnici realizzatori. Un grandissimo fan di questa prima pellicola su "Re Kong" come Peter Jackson ne avrebbe saputo tributare un omaggio con i controfiocchi (scarsamente valutato da critica e pubblico) che a mio avviso ne rappresenta una sublimazione autentica. Naomi Watts nel ruolo che fu nel prototipo dell'altrettanto bella Fay Wray è quasi il suo doppio moderno: anche se le forme aggraziate di quest'ultima ne giustificano ancor più il suo valore iconico (e feticista). Lo scambio di battute riguardandi il regista che cerca di fare "il film assoluto", che nel lavoro originale suona: "ma è matto?", "no, è solo un entusista!" potrebbe essere rivolto anche a Jackson, come del resto a Beaumont e Schoedack, e tutti i restanti realizzatori di una pellicola che definire "da pionieri" sarebbe anche poco. [FB]

 

[ID] DI E. BEAUMONT E SCHOEDSACK, CON F. WRAY, FANTASTICO/AVVENTURA, USA, 1933, 103', 1.33:1